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“Più di Uno” in parapendio per volare oltre i limiti della disabilità.

Esiste uno spazio in cui le differenze si annullano e si “dà voce” anche a chi, spesso, ascolta in silenzio. Bastano pochi, ma essenziali ingredienti per vivere attimi di cui difficilmente ti scordi e per raccontare storie di piccoli, grandi campioni che, nonostante tutto, sorridono, abbracciano, stringono le tue mani come se volessero farti sentire la loro energia, la voglia di essere felici. Il tutto condito in un pomeriggio estivo di sole, entusiasmo, collaborazione, amicizia e una sfrenata passione per il volo che va oltre i confini di una semplice attività sportiva e diventa un modo d’essere e uno strumento di comunicazione, il cui linguaggio universale arriva dritto al cuore di chi ha, almeno una volta, sognato di volare.

Domenica 14 luglio l’ampia area di atterraggio di proprietà della Cooperativa “Deltaland”, a Caprino Veronese, sede del club “Volo Libero Scaligero”, è diventata un “luogo magico” per dare il benvenuto agli amici di “Più di Uno”, l’associazione veronese che segue ragazzi affetti da disabilità intellettiva e Sindrome di Down, afferente alla “Fondazione Più di Un Sogno Onlus” operativa a livello territoriale. “Sono davvero contento: un evento molto bello, i ragazzi sono straordinari e un grazie particolare va a tutti i volontari e ai piloti che si mettono a disposizione per rendere possibile una simile esperienza – ha dichiarato Simone Bailo, presidente del club Volo Libero Scaligero – . Sicuramente mi impegnerò, con il supporto di tutti, a far sì che diventi un appuntamento fisso annuale con la stessa voglia di donare e ricevere emozioni, grazie al volo che ‘ha stregato’ ognuno di noi”.

Sedici gli amici accompagnati dai volontari e attesi dai piloti e dagli istruttori di parapendio e deltaplano, dai quali sono stati coinvolti per osservare i fondamentali di queste due discipline, come la posizione corretta all’interno dell’imbrago, “simulata” su una struttura appositamente allestita, e l’uso dei freni. Nel pomeriggio, complice la direzione giusta del vento, l’adrenalina è salita al massimo nello sperimentare brevi decolli, con il sostegno dei piloti, i quali hanno potuto far vivere ai ragazzi il momento in cui la vela si lascia gonfiare dal vento. Una festa indimenticabile.

“Noi volontari organizziamo il tempo libero dei ragazzi, già maggiorenni, concentrando le uscite in due week-end al mese – racconta Andrea Andreoli, volontario dell’associazione – svolgendo le attività più ordinarie, che per loro sarebbero di difficile accesso, come andare al cinema oppure mangiare una pizza, così come vere e proprie attività sportive. Li abbiamo portati in barca a vela e, per il secondo anno consecutivo, abbiamo accettato con gioia l’invito del presidente del Team Scaligero ParapendioMatteo Guardini, di far vivere loro l’esperienza del volo. Il nostro gruppo di volontari sta crescendo, per fortuna, e questo ci permette di accogliere un maggior numero di ragazzi che, attualmente, sono circa venticinque. Siamo molto attivi e, insieme, vogliamo andare lontano”.

C’è posto per tutti in un luogo in cui protagonista assoluta è la voglia di essere liberamente se stessi. “Sono molto felice di essere stato coinvolto per vivere questo evento che reputo una bellissima idea – afferma Alberto Nonnis, istruttore e fondatore di Yeti Extreme, una associazione sportiva senza scopo di lucro che si impegna a promuovere il Volo Libero a Verona, nella magnifica cornice del lago di Garda – . L’obiettivo è di far sorridere questi ragazzi che sono stati un po’ meno fortunati di noi e far trascorrere loro una giornata assieme a persone di cui fidarsi e a cui affidarsi, anche se solo per poche ore. Credo sia possibile far vivere loro una reale esperienza in biposto, ma non ci si può improvvisare – prosegue Alberto – . Per poterlo fare, si dovrebbe intraprendere un percorso di accompagnamento al volo, per dare, ai giovani amici, ai genitori e ai volontari, l’opportunità di conoscerci e di acquisire maggiore sicurezza in ognuno di noi e in questo sport. Solo a quel punto potremmo organizzare dei brevi decolli a bassa quota. La loro sensibilità è esponenziale e credo che l’aria, dopo l’acqua, sia l’ambiente ideale per accogliere e “coccolare” la loro anima”. Mentalità sportiva per un istruttore di parapendio è …: “Per me lo sport è uno stile di vita e un volano per veicolare valori, in primis quello della lealtà verso se stessi che, di conseguenza, si riversa in modo positivo sugli altri. Se non c’è lealtà, mancano la sportività e il giusto spirito competitivo necessari per essere vincenti e vincitori allo stesso tempo”.

“Abbiamo voluto organizzare questa giornata per fare provare l’emozione del volo a questi ragazzi che vivono una condizione di disabilità – ha affermato Matteo Guardini, presidente del Team Scaligero Parapendio – . Il primo evento si è tenuto l’anno scorso in forma sperimentale e, constatato il successo dettato dall’entusiasmo dei nostri “ospiti speciali”, l’idea di ripeterlo ha coinvolto tutti noi. Oltre a provare l’imbrago del parapendio, vivere una “simulazione” di volo in singolo, sollevandosi da terra poco più di un metro, con l’aiuto degli istruttori e dei piloti, rappresenta per loro un momento di grande empatia e di forti sensazioni. Da molto tempo immaginavo di poter realizzare una giornata di questo tipo e ho avuto l’opportunità di coinvolgere i volontari e il presidente dell’associazione “Più di Uno”, Stefano Nappa, in questa avventura. E’ bello vederli sorridere e aiutarli a superare i timori iniziali, che si trasformano nella voglia di riprovarci ancora. Loro regalano a noi le emozioni più intense”.

Gli “amici speciali” hanno indossato una t-shirt data in omaggio dalla FIVL, Federazione Italiana Volo Libero. Sulla parte posteriore una frase : “Io volo libero”. Tre parole per esprimere una verità che riecheggia tra le righe del grande Jonathan Livingston: “Ciascuno di noi è, in verità, un’immagine del Grande Gabbiano, un’infinita idea di libertà, senza limiti”. Grazie ragazzi per la vostra contagiosa voglia di vivere.

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