diario di bordo 12: Allo Zoo Safari – Quando la cattività non è così cattiva –

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Sfido chiunque a non conoscere il Leone Christian.
Se il nome non vi dice nulla, potete cercare il filmato dell’abbraccio tra lui, Rendall e Bourke su internet: dagli anni 70 è l’emblema dell’amicizia tra l’uomo e gli animali.
Christian fu acquistato ancora cucciolo ai Magazzini Harrods a Londra, visse con i padroni per un anno e successivamente rimesso in libertà in Kenia. A distanza di quasi tre anni il leone, ormai reintegrato tra i suoi simili, non solo li riconobbe, ma riservò loro un’accoglienza di cui nessun essere umano sarebbe stato capace.
Guardatelo.

Il nostro nutrito gruppo ha smesso di contare gli amici a quattro zampe che ci tengono compagnia a casa: cani, gatti, criceti, canarini… l’amore per loro non ha bisogno di troppe parole, basta lo scodinzolio di una coda, un naso umidiccio sulla guancia, le fusa di sottofondo sul divano.
Ma quanti animali non abbiamo mai visto, se non dallo schermo della tv?
Esistono dei luoghi dove sono tenuti in cattività, ma che così cattivi non sono, luoghi che ricreano le foreste, le savane, i grandi laghi e diventano casa per specie che la maggior parte di noi difficilmente incrocerà nel loro habitat naturale.

Allora perché non andarci? E’ anche vicino! FORZA PIU’ DI UNO, ANDIAMO ALLO ZOO!

Per noi è stata una nuova avventura, nata da un colpo di genio di Betty, sostenuta ed organizzata per mesi, un’uscita nuova, impegnativa, che ha coperto l’intera giornata e ha messo alla prova anche la nostra resistenza fisica. Connessi costantemente al meteo, che ci voleva bagnati, ma che ci ha graziati fino all’ultimo, regalandoci un mezzo sole e temperatura mite, abbiamo passato un’intera giornata al Parco Faunistico di Pastrengo.
In un solo giorno siamo saltati tra Europa, Oceania, Africa, Asia e America, abbiamo incontrato mammiferi, uccelli, rettili, ci siamo piacevolmente persi nel verde….

Ai punti di ritrovo con gli zaini pieni di panini e bibite (oggi pranzo al sacco), siamo arrivati alle 10.30 e tempo di fare i biglietti, siamo stati accolti da una colonia di Aironi Rosa… Naso infilato nella cartina, abbiamo percorso a bocca aperta i percorsi segnalati, ci siamo imbattuti in rinoceronti ed ippopotami, leoni, scimmie, lemuri…..

Ma, ad un certo punto…. Più che l’amor, potè il digiuno!
La curiosità era tanta, ma la fame era feroce più dei felini della Savana! Tappa all’area pic-nic, banchetti differenziati, caffè e qualche minuto di relax.

Tempo di recuperare le forze e via: il tour è ripartito con felini di cui nessuno conosceva l’esistenza, coloratissimi (e rumorosissimi!) pappagalli, rettili, orsi e caprette che si arrampicano su di noi appena stabilito che avevamo del cibo da donare!
Peccato per il Ghepardo, lui non si è proprio fatto vedere! Dislocati in più punti di avvistamento, aguzzando la vista, facendo incredibilmente silenzio, giocandoci fino all’ultimo secondo di pazienza, abbiamo aspettato e sperato invano!

Puntualissimi alle 17.00 eravamo a casa, pronti per rivederci di li ad una settimana, con l’emozione che sciama e lascia lo spazio per una serenissima stanchezza!

Per tirare le somme: un’uscita nuova, tempo buono, gruppo affiatato, meravigliosi animali, un po’ di attività fisica all’aperto….

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